Tre collezioni costruite nel tempo. Il caso Antonio Stellatelli
Giudizi, non pareri
Una raccolta non è una collezione. Quando Antonio Stellatelli inizia a collezionare opere degli artisti di Corrente, molti di loro sono ancora vivi. Li frequenta, entra nelle loro case e nei loro studi. Le opere arrivano attraverso relazioni personali, incontri ripetuti nel tempo, a volte regali. La raccolta cresce così: non come ricostruzione di un movimento storico, ma come memoria diretta di una generazione. Alcuni artisti sono molto presenti con opere centrali per capire il periodo, altri quasi assenti. Le acquisizioni non hanno un limite previsto: ogni incontro può aggiungere un pezzo alla collezione. In questa forma la raccolta dipende interamente dal proprietario. Non esiste un momento in cui possa dirsi conclusa. Senza un cambiamento di metodo resterebbe la testimonianza privata di una relazione tra un collezionista e gli artisti, non la ricostruzione verificabile di un periodo storico.
La passione con una direzione. Nel 1995 Marina Pizziolo cura la sezione pittura della grande mostra alla Triennale di Milano per il cinquantesimo anniversario della Liberazione, inaugurata dal Presidente della Repubblica italiana. La sovrapposizione tra Resistenza e Corrente è diretta: molti degli artisti sono gli stessi. È da questo contesto che nasce il rapporto con Stellatelli. Art Consulting non entra per sostituire la passione del collezionista. Entra per darle una forma. Le prime decisioni sono le più difficili: fermare gli acquisti continui, includere artisti che Stellatelli apprezzava meno, cercare sul mercato opere necessarie al progetto invece di attendere le occasioni. La collezione smette di crescere per incontri e inizia a essere costruita come un insieme coerente. I criteri non restano privati. Marina Pizziolo li scrive, li argomenta, li firma. Romano Ravasio ne verifica la tenuta materiale e documentale. Da quel momento il corpus ha un’autorità riconoscibile, ma resta la storia di un uomo, i suoi incontri, le sue passioni. È questa combinazione che lo rende unico e riconosciuto come riferimento da musei, istituzioni e altri collezionisti.
Tre collezioni, tre volte. Nel 1998 la collezione Stellatelli viene esposta al Museo della Permanente di Milano, nella mostra dal titolo Corrente e oltre. Opere dalla collezione Stellatelli. 1930-1990. Il catalogo pubblicato da Charta, con saggi di Marina Pizziolo e interviste a rappresentanti di Corrente, tra cui Emilio Vedova, è la prima ricostruzione sistematica del percorso dei protagonisti del movimento. Da quel momento non è più solo una raccolta privata: diventa un corpus documentato; il catalogo resta il principale riferimento storico del periodo. Stellatelli si sente “il custode di una collezione completata”. Ne parliamo e prendiamo la decisione di ricominciare. Le opere non vengono disperse ma trasferite come insieme coerente a grandi collezioni private e a musei. Il loro valore è ormai riconosciuto. La conclusione renderà possibile un nuovo inizio.
Nel 1999 inizia la seconda collezione, che raccoglierà quarantatré artisti italiani nati dopo il 1960. Il libro This is not propaganda, Pizziolo e Ravasio, 2013, viene presentato in mostre a Milano, Roma, Verona e agli Istituti Italiani di Cultura di New Delhi e New York.
La terza collezione esplora l’arte asiatica contemporanea e in particolare indiana e cinese: The Indian Renaissance, Pizziolo e Ravasio, 2012, documenta un progetto costruito in cinque anni di viaggi negli studi degli artisti tra India e Cina.
Delle due ultime collezioni, Stellatelli non volle separarsi completamente. Alcune opere, quelle legate a ricordi speciali, restarono con lui fino alla fine. Il patrimonio si trasferisce. La memoria resta.
Pizziolo, M 1998, Corrente e oltre. Opere dalla collezione Stellatelli. 1930-1990, Charta, Milano.
Pizziolo, M & Ravasio, R 2013, This is not propaganda. Arte contemporanea italiana. Collezione Antonio Stellatelli, L’Artistica, Savigliano.
Pizziolo, M & Ravasio, R 2012, The Indian Renaissance. A research project on the new frontiers of art, L’Artistica, Savigliano.