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2025. Un altro anno di successi

Dalla vendita di 700 disegni di Balenciaga al Metropolitan Museum di New York alle scoperte critiche su Leonardo e Modigliani, dai progetti curatoriali internazionali all’editoria specializzata, fino a iniziative sociali patrocinate dal Comitato Italiano Paralimpico, ogni intervento ha confermato una linea: competenza, visione istituzionale, impegno oltre il mercato.

Nel 2023 avevamo curato la vendita al Museo Balenciaga di Getaria di 8.362 disegni della Maison Balenciaga, provenienti dalla collezione del couturier Lorenzo Riva. Nel 2025 abbiamo completato la cessione della collezione, facendo acquisire 700 disegni al Metropolitan Museum di New York.
Abbiamo poi condotto progetti espositivi in musei internazionali e documentato scoperte decisive nell’accertamento di falsi, attribuiti a Leonardo da Vinci e Modigliani. Inoltre, la nostra casa editrice EdiXion ha pubblicato nuovi volumi e abbiamo realizzato progetti di brand storytelling attraverso l’arte, per aziende in Europa e Asia.
Parallelamente, Art4Life e Trek4Mandela International hanno realizzato programmi a impatto sociale con il supporto del Comitato Italiano Paralimpico, confermando che la consulenza d’arte può costruire valore anche fuori dalle logiche di mercato. Il 2026 continua con la stessa determinazione: visione, rigore, responsabilità.

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L’arte è un pacco? I rischi del collezionismo

Fino al 50% delle opere circolanti sul mercato presenta criticità: non solo falsificazioni complete, ma attribuzioni arbitrarie, firme apocrife, restauri invasivi, datazioni modificate. Un mercato parallelo da 6 miliardi di dollari annui trasforma il collezionismo in una pericolosa roulette russa. Asimmetrie informative, conflitti d’interesse e mancanza di trasparenza rendono l’acquisto d’arte un percorso ad alto rischio, anche per collezionisti esperti.

Molti, troppi i casi che lo dimostrano. Ne citiamo due, eclatanti. Tra il 2016 e il 2019, Inigo Philbrick, il “mini Madoff dell’arte”, ha orchestrato frodi milionarie manipolando vendite di opere di alto profilo. Nel maggio 2025, una scultura di Giacometti, stimata 70 milioni di dollari da Sotheby’s, è rimasta invenduta a New York, mettendo in discussione l’affidabilità delle valutazioni anche nelle aste più prestigiose. Dietro ogni acquisizione si nascondono insidie: aste, gallerie e piattaforme online operano spesso sfruttando l’asimmetria informativa tra venditore e acquirente, dove chi vende sa tutto e chi compra naviga al buio. Il risultato è sconcertante: molti collezionisti custodiscono feticci senza valore, credendoli capolavori.
L’analisi prende spunto da una conferenza tenuta da Marina Pizziolo all’Accademia Carrara di Bergamo nel marzo del 2023 e si approfondisce nella ricerca documentale e scientifica condotta da Art Consulting.
Marina Pizziolo e Romano Ravasio, con trent’anni di esperienza tra istituzioni museali e collezioni private internazionali, portano documentazione storica e competenza tecnica per valutare correttamente un’opera, smontare illusioni speculative e costruire collezioni solide.
L’arte non è un pacco, ma il mercato può trattarla come tale: serve rigore, trasparenza, verifica indipendente.

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La collezione di disegni di Balenciaga di Lorenzo Riva

Art Consulting ha curato per anni la collezione di circa 9.000 disegni storici della Maison Balenciaga appartenuti a Lorenzo Riva, direttore artistico di Balenciaga a Parigi tra il 1980 e il 1982. Ha curato poi l’acquisizione della collezione da parte di due musei: il Museo Balenciaga di Getaria e il Metropolitan Museum di New York.

Il Museo Balenciaga di Getaria, città natale del couturier basco Cristóbal Balenciaga, è tra i musei di moda più importanti al mondo. Nel dicembre 2022, il Dipartimento Cultura del governo basco ha acquisito per il museo 8.362 disegni originali di Balenciaga provenienti dalla collezione del couturier Lorenzo Riva: una raccolta unica.
Lorenzo Riva aveva portato i disegni in Italia da Parigi nel 1982, salvandoli dalla dispersione durante il periodo di crisi della casa di moda. Come direttore artistico di Balenciaga, aveva lavorato con top model leggendarie, come Jerry Hall, e lasciato un segno nella storia della moda. Nel maggio 2023 Art Consulting ha organizzato la mostra al Museo Balenciaga che ha celebrato sia l’acquisizione dell’archivio storico, sia Lorenzo Riva: accanto ai disegni di Balenciaga, infatti, sono stati esposti abiti iconici del couturier italiano.
L’operazione si è conclusa nel 2025 con l’acquisizione da parte del Metropolitan Museum di New York dei 700 rimanenti disegni di Balenciaga della collezione Riva.
Nel video, Marina Pizziolo e Romano Ravasio raccontano come Riva divenne direttore artistico di Balenciaga e ricordano l’amicizia con lui. Quest’operazione conferma la competenza di Art Consulting in campo artistico a 360 gradi: dalla pittura e scultura agli archivi storici della moda, dalla curatela in musei internazionali alla consulenza per acquisizioni governative di patrimoni culturali conservati in collezioni private.

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Antonio Stellatelli: una collezione di arte contemporanea indiana

Una collezione progettata e curata da Art Consulting: scouting artisti, visite studi a New Delhi e Mumbai, selezione opere, intermediazione. Tre opere della collezione esposte alla mostra Paris-Delhi-Bombay al Centre Pompidou nel 2011, una delle prime grandi esposizioni sull’arte indiana contemporanea. Progetto concluso con la presentazione del libro curato da Marina Pizziolo e Romano Ravasio all’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi.

Antonio Stellatelli è stato un collezionista italiano che per oltre mezzo secolo ha fatto dell’arte la sua seconda vita, dopo una carriera come docente di statistica e manager ai vertici di aziende pubbliche e private. Le sue collezioni, curate da Art Consulting nelle diverse fasi realizzative, sono state oggetto di libri e mostre in musei internazionali.
Il viaggio con lui tra Jodhpur, New Delhi e Mumbai ha portato all’acquisizione di opere di artisti accreditati ed emergenti del panorama indiano. Marina Pizziolo e Romano Ravasio raccontano nel video la magia di quei giorni in India e l’esperienza straordinaria di costruire una collezione insieme a un collezionista che ha scelto di collezionare per conoscere e far conoscere.
Quest’operazione conferma la capacità di Art Consulting di gestire tutte le fasi di progetti culturali complessi: dall’elaborazione di un concept a quella delle strategie operative, dall’editoria specializzata alla realizzazione di mostre e presentazione in sedi istituzionali.

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Comunicare con l’arte: Dario Tironi per Nexion

Art Consulting ha ideato per Nexion, azienda leader nelle superfici ceramiche, un progetto di brand storytelling attraverso l’arte. Per Cersaie 2022 abbiamo coinvolto Dario Tironi, che ha creato Fairy-Tiles, una scultura realizzata con piastrelle Nexion. Il titolo gioca su Tales/Tiles (favole/piastrelle): dalla terra nasce l’elemento umano, la materia diventa identità. Un racconto che rappresenta fisicamente il DNA del brand.

Nexion è una joint venture con sedi in varie città dell’India e in Italia, leader nei materiali ceramici, con una forte identità legata alla materia e alla trasformazione. Lo stand progettato per l’edizione del 2022 di Cersaie, la più importante fiera mondiale del settore ceramico, era un’installazione di livello museale: una struttura circolare in legno con la scultura Fairy-Tiles al centro.
Dario Tironi, ispirandosi alle rocce sedimentarie, ha creato un corpo umano sovrapponendo piastrelle frammentate. La figura femminile è simbolica: rappresenta l’origine, la trasformazione, il passaggio dalla materia inerte alla forma.
Fairy-Tiles ha avviato una collaborazione continuativa. Dal 2023 Art Consulting sta sviluppando con Nexion una collezione di sculture di artisti indiani, che esprimono con diversi linguaggi i concetti chiave dell’azienda: la ricerca della bellezza, la natura come inesauribile fonte di ispirazione di nuovi materiali. Ogni anno una nuova scultura diventa il fulcro narrativo dello stand di Nexion alla fiera India Design, a New Delhi.
Il video racconta la nascita di Fairy-Tiles e la strategia di comunicazione elaborata da Art Consulting. L’arte va oltre il tempo e può diventare parte integrante della costruzione di un brand, creando prodotti culturali più efficaci di qualsiasi comunicazione pubblicitaria, per sua natura effimera.

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Una mostra in un grande museo: Paganin e Fioravanti al Mart

Art Consulting ha curato al Mart di Rovereto il confronto tra Giovanni Paganin e Ilario Fioravanti, scultori del Novecento che mettono al centro due visioni contrapposte della figura umana. Paganin grida il suo dolore del vivere costruendo figure drammatiche, fuori del tempo. Fioravanti declina il corpo nella storia. Ricerca critica, catalogo, circuitazione museale. Il progetto è proseguito in altre sedi.

Il progetto nasce da un’idea di Vittorio Sgarbi, presidente del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Art Consulting, in collaborazione con Marisa Zattini, ne ha curato la realizzazione: dalla ricerca critica al catalogo, dall’allestimento alla circuitazione museale.
Il confronto tra Giovanni Paganin e Ilario Fioravanti mette a fuoco due modalità radicalmente diverse di intendere la scultura figurativa nel Novecento italiano: il corpo come simulacro del dolore del vivere e il corpo come luogo della memoria storica.
Per Giovanni Paganin il corpo è affondo solitario e consapevole nel dolore del vivere: un corpo che la rigorosa nudità colloca fuori del tempo. Non c’è consolazione né retorica: il corpo diventa strumento di indagine sul senso dell’esistenza, grido disperato. Paganin ha partecipato a Corrente, movimento nato alla fine degli anni Trenta attorno all’omonima rivista, caratterizzato da una visione etica, dal rifiuto dell’accademismo e dalla centralità della figura umana.
Ilario Fioravanti rappresenta l’alternativa poetica: le sue sculture abitano il tempo. Donne, uomini e bambini non rinunciano a giocare la loro parte nel teatro della vita. Sono il canto, contrapposto al grido di Paganin.
Art Consulting cura gli Archivi di Corrente come progetto di ricerca, tutela e valorizzazione del figurativo italiano del Novecento e ha già realizzato mostre dedicate a Giovanni Paganin. La mostra al Mart rappresenta un esempio di questa competenza: non solo organizzazione espositiva, ma sviluppo di progetti culturali di lungo periodo che portano patrimoni storici dentro circuiti museali ed editoriali di alto livello. Il catalogo scientifico documenta la ricerca condotta e offre strumenti critici per la comprensione di due percorsi artistici che hanno attraversato il secolo senza cedere alle mode.

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Trent’anni, tre collezioni: Stellatelli e Art Consulting

Trent’anni di lavoro insieme nella costruzione di collezioni come progetti di ricerca. Dai protagonisti del movimento di Corrente agli artisti italiani nati dal 1960, dall’arte indiana contemporanea a quella cinese. Antonio Stellatelli non compra per escludere, ma per studiare, sostenere, mostrare. Consulenza, valutazione, gestione strategica. Collezioni private, ma con una vocazione pubblica.

Antonio Stellatelli sceglie di collezionare per conoscere e far conoscere. La sua storia di collezionista è testimonianza del metodo Art Consulting nella costruzione di collezioni come progetti di ricerca. Marina Pizziolo e Romano Ravasio lo accompagnano dall’inizio in un rapporto di art coaching: discussioni sulle finalità, criteri scientifici di selezione, perimetri critici della raccolta.
Negli anni, dalla prima grande collezione storica dedicata al movimento di Corrente (da Renato Guttuso a Emilio Vedova, quindici artisti, sessant’anni di arte italiana dal 1930 al 1990), Stellatelli è passato a esplorare nuove coordinate. Arte italiana contemporanea, con quarantatré artisti nati dal 1960 in poi, arte indiana contemporanea per testimoniare lo straordinario Rinascimento che l’India sta vivendo, arte cinese contemporanea e, infine, nuove generazioni di giovanissimi artisti seguiti fin dall’esordio, attraverso il monitoraggio costante di gallerie e visite negli studi. Ogni raccolta ha un perno concettuale ben saldo, coordinate geografiche e generazionali precise, perché il caso è il peggiore alleato nella realizzazione di qualsiasi idea.
L’intervista documenta l’applicazione dei servizi Art Consulting: consulenza nella creazione (progetto, determinazione budget, acquisizioni mirate), valutazione e archiviazione (perizie, autenticità, schedatura, conservazione), gestione strategica (visione d’insieme, pianificazione, tutela patrimoniale), organizzazione mostre (concept, curatela, testi critici, logistica). La storia di questo collezionista è la storia delle mostre delle sue collezioni: le opere approdano solo temporaneamente alle mura domestiche.
Il lavoro è documentato nei volumi scientifici a cura di Marina Pizziolo e Romano Ravasio: Corrente e oltre. La collezione Stellatelli, This is not propaganda. Arte contemporanea italiana, The Indian Renaissance e infine Arte italiana contemporanea. New Entries. Un esempio concreto di come la capacità di crescita, la curiosità per nuovi linguaggi e la voglia di capire costruiscono, con Art Consulting, un osservatorio unico sull’arte italiana e internazionale.

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Donne e collezionismo: per una nuova memoria collettiva

Collezionare significa decidere quale memoria collettiva costruire. Ogni scelta costruisce valore e racconto. Marina Pizziolo analizza il collezionismo pubblico: solo il 5% delle opere nei musei è di artiste donne, politiche di acquisizione riflettono asimmetrie sistemiche. Più donne collezioniste cambiano narrazione e spazio pubblico. Art Consulting accompagna collezionisti e istituzioni con metodo: strategia, autenticità, governance delle scelte.

Nell’aprile del 2024 a Mantova, a Palazzo Mantegna, Marina Pizziolo interviene alla III Biennale della Fotografia Femminile, curata da Alessia Locatelli, con un’analisi delle dinamiche che governano il collezionismo e le sue ricadute sulla memoria collettiva.
Collezionare non è mai un atto neutrale: ogni scelta decide quali artisti, quali narrazioni, quali valori entrano nello spazio privato e, di riflesso, in quello pubblico. Una collezione disegna lo sguardo di chi la costruisce, ma finisce per costruire anche lo spazio culturale che abitiamo. Questo vale per le raccolte private come per le politiche di acquisizione dei musei e per le commissioni pubbliche. Quando lo Stato espone nei musei, quando un comune commissiona un monumento, quando un collezionista sceglie un’opera, si sta decidendo quale storia raccontare e quale memoria lasciare.
Il dato di partenza è chiaro: nei musei solo il 5% delle opere esposte è di artiste donne. Le politiche di acquisizione riflettono asimmetrie sistemiche che si sono consolidate nei decenni e che ancora oggi condizionano il mercato, le mostre, la critica.
Nei monumenti pubblici inaugurati dal 2000 a oggi in Italia, il corpo femminile è spesso rappresentato attraverso stereotipi che appartengono a narrazioni del passato: la lavandaia, la spigolatrice, perfino due giornaliste uccise sul lavoro raffigurate nude. Questi esempi non sono aneddoti, sono indicatori di un problema di rappresentazione che si risolve soltanto se chi decide cambia prospettiva. Aumentare il collezionismo femminile significa portare più sguardi, più criteri, più governance delle scelte dentro un sistema che oggi è sbilanciato.
Quando più donne collezionano, quando più donne decidono, cambiano concretamente le narrazioni che circolano, lo spazio pubblico che si costruisce, le politiche culturali che si adottano.

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Progetti curatoriali in siti storici: il Castello di Malcesine

Art Consulting cura progetti site-specific che trasformano monumenti storici in strumenti di dialogo pubblico. Nel 2024 al Castello Scaligero di Malcesine, la mostra dell’artista iraniana Bahar Heidarzade induce una poetica riflessione collettiva sul tema della violenza contro le donne. Un’installazione immersiva, una serie di installazioni concettuali e una performance per le vie del borgo nel segno della condivisione.

Il lavoro curatoriale di Marina Pizziolo e Romano Ravasio, integra partnership istituzionali, coinvolgimento delle comunità locali e documentazione critica. Il catalogo aumentato della mostra è stato pubblicato da EdiXion.
Bahar Heidarzade è un’artista iraniana costretta all’esilio. La mostra sviluppa la ricerca dell’artista sul peso dei ricordi, rappresentati simbolicamente da pietre realizzate in cartapesta, con fogli di quotidiani che riportano inquietanti notizie di cronaca. I ricordi personali si sommano a quelli collettivi, amplificati dal sistema mediatico contemporaneo.
L’installazione immersiva nella Sala Labia del Castello Scaligero costituisce il nucleo dell’esposizione. Al centro della sala è proiettato a terra un video che ritrae l’artista sdraiata, schiacciata da un’enorme pietra. Sopra questa proiezione sono sospese nello spazio decine di pietre in cartapesta. L’installazione materializza il tema della violenza contro le donne. Le pietre scagliate rimangono sospese in volo, l’azione collettiva può fermarle e trasformarle in aquiloni.
Su una parete della sala è proiettata la performance Stone XXL, realizzata dall’artista per le vie di Malcesine. Heidarzade porta un enorme masso attraverso il borgo, aiutata da chi sceglie spontaneamente di farlo. La performance traduce in azione fisica il concetto di condivisione della fatica e partecipazione collettiva al dolore. I ricordi delle violenze subite, se condivisi, possono trasformarsi da peso paralizzante in possibilità di speranza.

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Strategie di investimento in arte

Trasmissione dedicata all’arte come asset class nel private banking. Marina Pizziolo e Mariacristina Ragazzoni analizzano parametri e strategie dell’art advisory professionale. Soglie d’investimento, analisi delle opere d’arte e del curriculum degli artisti, differenziazione opere nel tempo. Servizi: consulenza acquisizioni, valutazione, manutenzione, assicurazione, trasmissione ereditaria, l’arte nei portafogli strutturati.

Marina Pizziolo di Art Consulting e Mariacristina Ragazzoni, responsabile art advisory di Banca Aletti affrontano l’arte come asset class all’interno di portafogli patrimoniali strutturati.
Marina Pizziolo spiega che l’investimento in arte richiede parametri precisi. Per acquisire opere con potenziale di liquidità serve budget minimo di 20.000 euro e con una storia di mercato documentata. Sotto questa cifra si entra nell’arte di consumo, opere per godimento personale senza prospettiva di ricollocazione.
La differenza fondamentale è tra mercato primario e mercato secondario. All’inizio la galleria imposta pricing uniforme: tutte le opere hanno lo stesso range di prezzo, indipendentemente dalla qualità specifica. Ma, dopo dieci anni, solo le opere di ottima qualità mantengono il valore o lo aumentano. Ecco perché è importante affidarsi a specialisti che sanno riconoscere le opere di qualità. Anche saper leggere il curriculum di un artista è competenza sofisticata. La presenza in fiere internazionali anche molto importanti (come Art Basel o Frieze) conferma solo la capacità commerciale della galleria rappresentante, non la rilevanza storico-critica dell’artista.
Art advisory professionale significa accompagnare il collezionista nell’intero ciclo di costruzione di una collezione. L’arte va trattata come asset da gestire con criteri professionali.
Il consiglio finale: piuttosto limitare gli acquisti, ma comprare solo opere di grande qualità, sempre con provenienza certa e venditori di grande statura.

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La collezione site-specific per la New York University Abu Dhabi

Il campus della New York University sorge nel Cultural District di Abu Dhabi, accanto al Louvre. Progettato da Rafael Viñoly è abitato da docenti e studenti provenienti da oltre cento paesi. Per questo sistema culturale globale abbiamo sviluppato in cinque anni una collezione d’arte site-specific. Un progetto che richiedeva visione strategica, legami diretti con artisti di tutto il mondo e conoscenza del contesto socio-culturale degli Emirati.

Dal 2012 Art Consulting opera continuativamente negli Emirati Arabi Uniti come advisor strategico e operativo per programmi culturali a committenza pubblica. Nel caso della New York University Abu Dhabi non si è trattato di selezionare opere o di intervenire a progetto concluso, ma di partecipare fin dalle prime fasi alla creazione di un sistema culturale complesso, quando il campus era ancora in costruzione.
Ciò ha consentito un dialogo diretto e continuativo con il team di progetto e con l’architetto Rafael Viñoly, permettendo di adattare spazi, volumi, flussi e specifiche tecniche per realizzare installazioni monumentali autenticamente site-specific, integrando sin dall’origine esigenze artistiche, architettoniche, funzionali e di sicurezza. Nell’arco di cinque anni, coordinando un numero ristretto ma decisivo di stakeholder istituzionali, prevalentemente rappresentanti governativi di Abu Dhabi e della New York University, in un contesto segnato da vincoli climatici estremi, requisiti manutentivi rigorosi e responsabilità educative verso una comunità accademica internazionale.
In questo quadro Art Consulting ha governato relazioni complesse e negoziazioni di alto livello con figure di riferimento della scena internazionale e dell’area MENA, non come esercizio curatoriale, ma come prova strutturale di governance, coordinando deliverable contrattuali, compatibilità architettoniche e requisiti istituzionali: da Tomás Saraceno ad Alice Aycock, fino a figure chiave del contesto regionale come Mohammed Kazem, Ahmed Mater e Hassan Sharif.
Questa esperienza ha generato un framework replicabile di governance culturale, applicabile a grandi programmi governativi, università di nuova generazione e distretti urbani integrati, in particolare quando l’intervento avviene in early construction phase e richiede coordinamento tra architettura iconica, politiche pubbliche e pluralità culturale.
Video in preparazione

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Screening, autenticità e valore delle collezioni

Sapete davvero cosa avete collezionato? Molti collezionisti confidano che corrisponda a quanto gli è stato detto e certificato al momento dell’acquisto. Ma non conoscono la vera consistenza delle opere: materiali, autenticità, coerenza storica, tenuta di valore nel tempo. Il rischio inizia quando un’opera è stata acquisita senza un esame approfondito. È allora che le lacune nella due diligence diventano criticità patrimoniali.

Negli ultimi decenni questo divario tra possesso e conoscenza si è ampliato soprattutto nei paesi a crescita rapida e nei contesti di nuova ricchezza. Collezioni costruite in tempi compressi, advisory aggressive, mercati poco regolati, istituzioni culturali nate prima di una vera stratificazione critica. È accaduto in Europa e negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra, si è ripresentato in molti paesi emergenti e nel Golfo. Il risultato è ricorrente: collezioni milionarie strutturalmente fragili, valori che non reggono a una verifica profonda, opere che pongono seri problemi di autenticità quando vengono finalmente analizzate.
In questo scenario, sapere cosa si possiede non è una scelta culturale, ma una necessità patrimoniale. Significa decidere cosa conservare, assicurare, valorizzare, trasmettere. E, quando serve, ridimensionare.
Romano Ravasio ha sviluppato uno sguardo che pochissimi possiedono: capire come un’opera è costruita, come viene modificata, come può essere alterata o imitata. Formatosi come conservatore e restauratore di arte antica, tra i primi in Europa a lavorare sul restauro dell’arte contemporanea, questo percorso lo ha reso un riferimento internazionale nel riconoscimento dei falsi e delle opere problematiche.
Da oltre vent’anni viene chiamato da musei, grandi collezionisti e istituzioni per affrontare casi di opere dubbie e falsificazioni complesse. In alcuni casi, questo lavoro ha portato anche a interventi giudiziari e sequestri su larga scala, tra cui una delle più vaste operazioni mai condotte, con oltre 4.500 opere sequestrate: tutte rivelatesi false dopo le analisi.
Migliaia di opere esaminate, casi eclatanti, raccolte apparentemente straordinarie profondamente ridimensionate dopo verifiche rigorose. False attribuzioni ad artisti del calibro di Leonardo da Vinci, Modigliani o Goya dimostrano quanto il confine tra scoperta e illusione sia sottile, quando manca un controllo indipendente.
Il lavoro di Marina Pizziolo integra questa esperienza con metodo storico, ricerca documentale e visione sistemica delle collezioni, trasformando l’analisi in governo consapevole del patrimonio. Valutazione, archiviazione e manutenzione non sono servizi, ma conseguenze necessarie di uno sguardo che governa la collezione nella sua interezza. La grandezza di una collezione è nella sua autenticità.
Video in preparazione.

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