Marco Carnà. Uova di gallo 1961-1968

Pizziolo, M & Ravasio, R 2024, Marco Carnà. Uova di gallo 1961-1968, enhanced Focus, EdiXion, Milano.

Un artista dalla creatività inesauribile. Marco Carnà (Carnate, 1929 – Vimercate, 2021) è stato per tutta la vita una fucina di idee. Questa capacità, unita al suo virtuosismo tecnico e alla conquistata libertà da condizionamenti commerciali, gli ha permesso di sviluppare una ricerca autonoma, che si è spinta a esplorare moltissime aree linguistiche. D’altra parte, l’estremo rigore intellettuale di Marco Carnà lo spingeva ad arginare la sua ricerca in filoni coerenti. Di conseguenza, succedeva spesso che divagazioni stilistiche, anche molto felici, venissero presto abbandonate.

Un metodo creativo rigoroso e calviniano. Lo schema è sempre questo: Carnà crea un’opera con un linguaggio articolato, sviluppa questo linguaggio in sistema estetico coerente, ma solo in una serie limitata di opere. Poi passa ad altro. Non è l’alibi della sperimentazione, che ha afflitto tanta parte del secolo scorso, è qualcosa di più. Ricorda l’architettura logica del migliore Italo Calvino, quello di Se una notte d’inverno un viaggiatore. La capacità di iniziare una storia, di farcela amare, per poi farci scivolare in un’altra storia, presto altrettanto avvincente. E così fino alla fine. Le opere di Carnà sono potenziali e allo stesso tempo concluse.

Un viaggio attraverso l’alfabeto visivo di Carnà. Questo approccio creativo trova una delle sue espressioni più significative nel ciclo che dà il titolo alla mostra. Uova di gallo è il titolo di una serie di dipinti che Carnà realizza nel 1964, esposti al MUST – Museo del Territorio di Vimercate nell’autunno 2024. Il titolo stesso rappresenta una dichiarazione di anomala unicità: uova impossibili, che non si schiuderanno mai, ma preziose, autoreferenziali e cariche di potenzialità.
La mostra presenta una cinquantina di opere che sviluppano coerentemente, ma in edizione limitata, un’indagine sul ritmo del segno e sull’avventura delle geometrie. Conseguenza dell’anomala circolarità del procedere di Carnà è che nelle sue opere, come in un uovo, c’è già tutto, fin dall’inizio. Ritroveremo infatti gli elementi primi dell’alfabeto visivo di Marco Carnà nelle sue opere più mature: come l’artista aveva scritto, “ad ogni progetto corrisponde comunque e sempre un destino”.

La prima riscoperta sistematica. La mostra “Uova di gallo” al MUST di Vimercate ha rappresentato il primo studio organico dell’opera di Marco Carnà.
Il lavoro curatoriale di Marina Pizziolo e Romano Ravasio, condotto attraverso l’Archivio Marco Carnà, ha permesso di ricostruire la coerenza di un percorso creativo che solo apparentemente procede per frammenti, rivelando invece una visione unitaria che collega le prime sperimentazioni degli anni Sessanta agli sviluppi successivi del linguaggio dell’artista. Questo volume EdiXion completa l’iniziativa offrendo un approfondimento critico dell’universo creativo dell’artista.

Contenuti aumentati nel libro. Esplora i materiali multimediali integrati:
– p. 7: Marco Carnà. L’arte salva il mondo, RAI 3
– p. 21: La Casa Museo
(contenuto in Realtà Virtuale)
p. 23: Taccuino di disegni 1962-65
p. 64: Vivere con un artista. Intervista alla moglie, Daniela Piazza

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