La storia del progetto Maya School. È febbraio 2009, a Orchha, nel nord dell’India. Abbiamo sostenuto Eeva Maya Schult, una finlandese straordinaria che voleva costruire una scuola per i bambini più poveri della zona. Siamo stati in India a trovare Eeva più volte. Abbiamo incontrato gli studenti, ci siamo seduti a terra e abbiamo parlato con loro. E siamo stati in contatto con lei ogni giorno. Il suo progetto è diventato il nostro progetto.
Una scuola esisteva già dal 2005, composta da quattro stanze in affitto in un edificio fatiscente e malsano, dove, nonostante le condizioni, i ragazzi potevano seguire le lezioni ogni giorno e avere un pasto. Ora abbiamo bisogno di costruire una scuola vera. Il terreno è già stato acquistato e i lavori devono cominciare. Stiamo valutando il modo migliore per raccogliere i fondi necessari. Nel frattempo esisteva un programma di adozione a distanza per ogni bambino. Con soli 13 euro al mese si poteva garantire a un bambino lezioni, libri, vestiti e un pasto quotidiano.

Eeva Maya Schult è un’infermiera finlandese in pensione. Dieci anni fa ha visitato l’India in vacanza ed è capitata a Orchha. “Sono arrivata in una colonia povera dove alcuni bambini piccoli con le pance gonfie erano seduti nella polvere ricoperti di mosche, mettendo fango e sterco di vacca nelle loro bocche affamate. Mi sono sentita completamente sopraffatta e non riuscivo a smettere di piangere. Ma questo mi ha dato la forza di reagire.” Da quel giorno Eeva ha lavorato per realizzare il suo sogno: dare a questi bambini cibo, vestiti e una scuola, perché abbiano la possibilità di costruirsi un futuro diverso.


Una scuola all’aperto. L’anno successivo Eeva ha avviato una versione all’aperto della Maya School a Orchha: proprio nel luogo dove aveva visto per la prima volta i poveri bambini di strada con le pance gonfie seduti nel fango tra lo sterco di vacca. Eeva e altri volontari hanno lavorato instancabilmente per un anno. E ora di fronte a quel luogo c’è un edificio scolastico: un vecchio stabile in affitto. La scuola è fatiscente e malsana, con sette stanze: quattro per le classi e tre dove vivono Eeva e le altre insegnanti. Le condizioni sono davvero molto precarie. Eeva lavora senza alcuno stipendio. Le altre insegnanti, indiane, sono anch’esse molto povere. Lavorano per uno stipendio di 1200 rupie al mese, equivalenti a circa 18 euro.
Orchha. La scuola si trova alla periferia di Orchha, un’antica città fondata nel 1500. Molti palazzi e bei edifici ancora esistenti ricordano il suo splendore architettonico durante il regno degli imperatori Mughal. Ora questi palazzi cadono in rovina.


Prima classe. Circa 80 bambini, tra i 4 e i 14 anni, frequentano la Maya School. I loro genitori appartengono alla casta dei non privilegiati e si trovano al di sotto della soglia di povertà. Ecco i più piccoli della prima classe. Devono studiare seduti per terra.
Seconda classe. Molti abitanti del villaggio non possono permettersi di mandare i figli a scuola, perché hanno bisogno di loro per lavorare nei campi, fare le faccende domestiche o accudire i fratelli più piccoli. Per venire incontro a queste esigenze, la Maya School ha orari flessibili.


Terza classe. A scuola Eeva e gli altri volontari insegnano hindi, inglese, matematica, scienze e yoga. I bambini sono divisi in quattro classi, non solo in base all’età, ma anche al livello di apprendimento.
Quarta classe. Alla fine del quarto anno bisogna raccogliere fondi per permettere a quanti più bambini dotati possibile di continuare a studiare. Il modo migliore per uscire dalla povertà è l’istruzione.


A pranzo. Per dare un’idea del livello di privazione che i bambini subivano ogni giorno, alcune pance erano completamente gonfie per la mancanza di proteine. Avevano urgente bisogno di una porzione quotidiana di lenticchie. Eeva ha quindi affittato una piccola stanza da adibire a cucina, ha trovato una cuoca e ha organizzato il trasporto del cibo a scuola, portato in testa da una donna del posto. Ora i bambini hanno il loro pasto di mezzogiorno ogni giorno a scuola: riso, lenticchie, verdure e frutta.

Eeva, Romano Ravasio e le insegnanti. Romano Ravasio, fondatore e socio di Art Consulting, ha visitato la Maya School più volte. Eeva dice: “Capisco e apprezzo pienamente il vostro desiderio di sapere esattamente come vengono spese le vostre donazioni e per cosa. E sono ben consapevole delle pratiche scorrette di molte organizzazioni poco serie. Siete tutti invitati a venire a vedere i conti e siamo pronti e anzi lieti di comunicare a ogni donatore esattamente come spendiamo i vostri contributi.”

Tornare a casa. Durante la stagione dei monsoni può essere molto difficile per i bambini raggiungere la scuola, poiché alcuni devono camminare per chilometri. Eeva ha quindi noleggiato un risciò a motore per portare i bambini a scuola e riaccompagnarli a casa. Abbiamo visto fino a 17 bambini stipati in questo piccolo risciò!


Una nuova sede per la Maya School. Il nostro obiettivo ora è cominciare a usare un nuovo edificio per la scuola, in una proprietà esistente a Orchha che è stata donata alla scuola. Eeva raccoglie donazioni per questo nuovo edificio da un anno e ha messo insieme una piccola somma. Ha anche tutti i permessi necessari. Ma abbiamo bisogno di raccogliere ancora denaro.
Luglio 2011. La nuova Maya School

40.000€ raccolti. L’asta organizzata per raccogliere fondi per la costruzione della scuola a Orchha è stata un grande successo e ha raccolto 40.000 euro. Dopo aver pagato le spese generali, avevamo a disposizione 25.000 euro. Le spese includevano le opere acquistate dagli artisti e il 10% dell’importo netto donato a un’associazione di beneficenza che ci ha aiutato a organizzare l’asta: gli “Amici dell’Ospedale di Merate”, che sostengono un ospedale italiano.
Il catalogo dell’asta benefica organizzata da Art Consulting per raccogliere fondi per la costruzione della Maya School.

La cerimonia religiosa dell’Havan. Si tiene in India ogni volta che si comincia qualcosa di nuovo. Ha avuto luogo il 7 febbraio 2010: in quel giorno è stata posata la prima pietra. Un anno dopo l’Havan la nuova scuola era completa e i bambini con le loro insegnanti erano già dentro. La costruzione della scuola è stata terminata nel luglio 2011.





Grazie a: Dario Arcidiacono, Angelo Baiguini, Fiorenzo Barindelli, Paolo Bellavite, Paolo Berra, Thomas Berra, Anna Bianchi, Andrea Bianconi, Matteo Boria, Chiara Canali, Gianluca Capozzi, Felipe Cardeña, Alberto Casiraghy, Daniela Cerutti, Cinzia Chiari, Marco Cingolani, Romina Comi, Ettore de Conciliis, Georges de Canino, Claudio Costa, Rebecca De Marchi, Loris Di Falco, Julie Duddridge, Giancarlo Ferrario, Giovanni Frangi, Federica Girolami, Jonathan Guaitamacchi, Alfredo Imparato, J&Peg, Irma Landi, Enrico Lombardi, Aldo Mari, Andrea Mastrovito, Corrado Minussi, Paola Montagna, Barbara Nahmad, Cris Nulli, Maria Alessandra Panbianco, Alessandro Papetti, Giovanni de Peverelli, Manuela Pizziolo, Alessandro Porro, Dolores Previtali, Nicolò Quirico, Leslie Ray, Matthias Ritter, Ugo Riva, Bianca Maria Rizzi, Orfeo e Alice Scarpellini, Antonio Spini, Velasco, Flavia Villani, Sabina Zotti, Amici dell’Ospedale di Merate.
Sponsor: Comune di Merate, Provincia di Lecco, CNCC (Centro Nazionale Centri Commerciali), Rotary Club Colli Briantei, Soroptimist Merate, Banca Credito Cooperativo, La Casa dei Sapori.
Media Partner: Porro & C., A.G. Bellavite, Giornale di Merate, WhyNot, Copigraf, iN Europa.