Arte italiana contemporanea. New Entries

Pizziolo, M & Ravasio, R 2007, Arte italiana contemporanea. New Entries, Arte-2000, Milano.

Catalogo della mostra realizzata a Milano dedicata alle ultime acquisizioni, le New Entries, della collezione Stellatelli, curata da Marina Pizziolo e Romano Ravasio. Le New Entries sono dieci artisti, tra i ventiquattro e i trentadue anni, comparsi sulla scena artistica italiana sul filo del nuovo millennio.

La selezione degli artisti e la ricerca delle opere sono state portate a termine grazie a un assiduo monitoraggio delle gallerie che svolgono un fondamentale ruolo di scouting nel grande crogiolo dell’arte dei giovanissimi. E, quindi, attraverso un contatto diretto con gli artisti: visitati nei loro studi, seguiti nel loro crescere, fin dall’esordio sulla scena artistica. Antonio Stellatelli dall’inizio di questa avventura ha voluto al suo fianco Marina Pizziolo e Romano Ravasio in uno stimolante rapporto di art coaching.

“Già negli anni della prima, grande collezione storica di Stellatelli” si legge nel saggio di Pizziolo”, “ci eravamo confrontati sulle possibilità di acquisizione e di crescita della raccolta in indimenticabili, appassionate discussioni. Ci eravamo interrogati sulle finalità, sui criteri scientifici di selezione, sugli argini critici della raccolta. Ma mentre in quegli anni ci si applicava a un corpus storico di opere, a una collezione che aveva già una precisa fisionomia, che era il momento di cesellare, andando a identificare lacune o tautologie, qui si trattava di iniziare da zero. Ben chiaro era che il valore storico, la bellezza e l’armonia della prima collezione nasceva dal fatto che era ordinata attorno a un perno concettuale ben saldo: il movimento di Corrente, appunto. Il caso è il peggiore alleato nella realizzazione di qualsiasi idea, quindi era necessario darsi un obiettivo ed elaborare la strategia per realizzarlo. Da qui la messa a punto delle coordinate cui si accennava. Il mosaico che stiamo componendo, in nuove appassionate discussioni, in instancabili pedinamenti, in sortite micidiali alle preview delle mostre, rende ragione di una scenario estremamente variegato e mutevole. Stellatelli ci ha sbalordito ancora una volta con la sua capacità di crescita, la sua curiosità per i nuovi linguaggi artistici, la voglia di capire. Questa mostra presenta un traguardo importante, anche se del tutto parziale e provvisorio, nella realizzazione di questo suo nuovo progetto”.

“Ma quando l’arte ha imparato l’arte di ridere?”, scrive ancora Pizziolo. “Quando Duchamp ha fatto i baffi alla Gioconda. Nel momento esatto, cioè, in cui l’arte ha imparato a ridere di sé. Niente a che fare con il grottesco medievale, con l’impietosa rappresentazione della nostra deformità morale. Sono stati quei baffi ad aprire la porta alla Merda d’artista di Piero Manzoni, alla Mozzarella in carrozza di Gino De Dominicis, alla possibilità di ridere della sacralità dell’arte. Ed è proprio così che gli artisti sono usciti dalla gabbia del didascalico. Quando l’arte ha iniziato a riflettere sul suo senso, invece di raccontare le storie dei padroni del mondo o, semplicemente, invece di raccontare storie. Quando l’arte ha iniziato a interrogarsi sulle sue finalità, senza attendere le spiegazioni dei critici. A posteriori. Quando l’arte è diventata specchio di sé, potente auto riflessione su se stessi. Anche se, nelle mani degli incauti, lo specchio si è rivelato un micidiale specchio ustorio, avviando uno sterile corto circuito tra invenzione e riflessione sulle qualità dell’invenzione”.

Le opere della collezione affollano casa Stellatelli. Una serie di dipinti è collocata a soffitto