
Pizziolo, M 1997, Donato Frisia: differita di un evento, Galleria Mari, Imbersago.
Ristampa anastatica della monografia pubblicata nel 1954 in occasione della mostra commemorativa di Donato Frisia, ordinata alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Milano. Preceduta da un saggio di Marina Pizziolo, questa ristampa metteva a disposizione del pubblico attento dei collezionisti e dei bibliofili un documento assolutamente introvabile.
“Questa monografia mantiene un fondamentale valore storico. Perché ha il pregio di testimoniare quale era la nozione dell’opera di Frisia negli anni Cinquanta. Ecco allora l’iscrizione di Frisia nel registro dell’impressionismo lombardo, ecco la sottolineatura delle ascendenze alla pittura di Emilio Gola, ecco quel giudizio sulla sua materia pittorica definita quasi murale: il quadro insomma costruito sulla scelta dei quadri raccolti in questo libro. Un libro che tace, è vero, le influenze di Cèzanne, Modigliani o Toulouse-Lautrec, tace le episodiche tangenze con il chiarismo o Valori Plastici, ma ha il pregio inconfutabile di guardare Frisia con gli occhi del suo tempo. Un tempo che Borgese nella progressione verdiana della sua chiusa definisce già il tempo ‘della bruttezza, della menzogna, della frode, dell’inversione, della marcia novità’. Prima delle stravaganti astensioni dei concettuali, prima delle agghiaccianti automutilazioni di Orlan, prima che l’ossessionante ‘tradizione del nuovo’ teorizzata da Rosenberg stringesse l’arte in una stanza tappezzata di specchi, che per troppi anni non hanno fatto altro che restituirci un’inquietante visione del nulla”.