Pizziolo, M 2003, Donato Frisia. L’ultima stagione: 1935-1953, Bellavite, Merate.
Catalogo della mostra realizzata nelle sale di Villa Confalonieri, a Merate. Propone una rilettura dell’ultima stagione pittorica di Donato Frisia, artista italiano autore di una straordinaria galleria di paesaggi, figure e nature morte. “Ho sempre in studio, sul cavalletto, un autoritratto per scoprire un problema morale e, su un altro cavalletto, una natura morta per risolvere un problema tecnico”, confidava l’artista nel 1948 al critico Orio Vergani.
“E siamo giunti all’ultima stagione: meditata, severa, ma ancora capace di slanci struggenti, quando il rosa del tramonto vela la visione come una cipria leggera o gli occhi di un autoritratto scrutano perentori quella linea oltre la quale sembrano indovinare il buio. Guido Guerrasio, autore nel 1955 di un poetico documentario sull’opera di Frisia, commentava: ‘via via i suoi dipinti assumono un tono più aristocratico; è il tono del distacco, una dolce confusione di grigi’.
Tutti i paesaggi di quest’ultima stagione, e la cosa è sempre più percepibile con il passare degli anni, sono trattati da Frisia con grande velocità, con frenesia. Una frenesia che non è misura dell’ansia di cogliere una determinata situazione atmosferica, ma della paura di non riuscire a racchiudere entro il perimetro del quadro quella congestione di linee, volumi e piani, quella forma precaria che per un attimo il divenire rivela agli occhi di Frisia. Quella ragione che per un attimo si fa geometria della veduta”.