Crespi, A 2019, Barbara Nahmad. Oltremare, Federico Rui Arte contemporanea, Milano | 2021, enhanced rE-print, EdiXion, Milano.
Il mare come territorio dell’oltre. Barbara Nahmad (Milano, 1967) ha sempre utilizzato la pittura come linguaggio di sfida e ricerca, attraversando temi che vanno dall’intimità dei corpi alle visioni sociali. Questa nuova serie di dipinti dedicata al mar Baltico segna una svolta verso la contemplazione: il mare diventa spazio mentale dove cercare un orizzonte nuovo, tra desiderio e presagio, tra il nostro finito e il paesaggio dell’infinito.
Un percorso di evoluzione artistica. Per le sue radici ebraiche, Barbara Nahmad è un’artista ancorata alla cultura mediterranea, ma ha sempre dimostrato di non intendere le sue origini come una predestinazione. Il suo percorso artistico si è sviluppato attraverso fasi distinte: l’audacia dei nudi, l’esplorazione erotica della serie All’ultimo respiro, le scene di conflitto urbano e sociale, fino alle visioni di speranza della serie Eden, dedicata al sogno di un mondo possibile. Poi è arrivato il mare. Non il Mediterraneo delle sue radici, la cui apparizione sarebbe stata quasi scontata, ma il Baltico: una scelta consapevole di distanziamento che rappresenta una vera ricerca di senso altro. Questo mare del Nord Europa, freddo e distante dalla sua cultura di origine, diventa il territorio perfetto per esplorare l’ignoto.
Una maturità conquistata. In questi dipinti, Barbara Nahmad scruta il mare alla ricerca di un orizzonte nuovo, ma lo fa con un approccio che segna una svolta evolutiva profonda. La linea che separa la terra dal cielo diventa il filo teso tra desiderio e presagio, tra il nostro quotidiano e il paesaggio dell’oltre. Quello che emerge è un nuovo tempo della pittura: più introspettivo, silenzioso, libero dalla necessità di affermarsi attraverso la provocazione. Con la dolcezza di una maturità conquistata attraverso decenni di ricerca, questa fase artistica rappresenta il passaggio da un’arte che doveva dimostrare a un’arte che può finalmente contemplare, in sintonia con il momento storico che stiamo attraversando. Come suggerisce il loro titolo, Oltremare, queste opere sono la sintesi di un’evoluzione che ha portato l’artista dalle provocazioni giovanili alla contemplazione matura. Non sono solo l’immagine di uno spazio fisico, ma la rappresentazione di uno spazio mentale conquistato attraverso anni di esplorazione.
Contenuti aumentati nel libro. Esplora i materiali multimediali integrati:
– p. 2: Marina Pizziolo introduce l’artista
– p. 4: Sulle rive del Baltico
– p. 12: Shirat HaYam (Cantica del Mare)
– p. 53: Il mare per strada a Milano