La superficie della scultura, concava e riflettente, ci offre una visione del paesaggio unica. Le montagne e il mare sono attorno a noi: la loro presenza è maestosa e viva. Ci avvolge con odori, suoni e vento, sole e pioggia e neve. Eppure è quella porzione di spazio, catturata dalla scultura, ad agire su di noi come un generatore di domande. Lo spazio inquadrato si impone come spazio artistico: come rappresentazione.
Spostandoci, muta la porzione di paesaggio riflessa e ci troviamo all’interno di un processo di esperienza di cui siamo in grado di regolare il ritmo e la narrazione. L’evento è creato dalla scultura e da quanto la circonda, filmicamente variabile: ma noi siamo parte del gioco. Possiamo scegliere il nostro ruolo e la nostra posizione nel contesto.
L’opera d’arte dell’artista statunitense Dan Graham è un quadro, un oggetto e una forma architettonica, ma soprattutto un’esperienza estremamente intensa.

