VV.AA. September 2021 To be continued, Thinking digital. How technologies (will) shape the art book, in collaborazione con New York University Abu Dhabi, EduXion – Enhanced educational tools, EdiXion, Dubai.
La tradizionale forma del libro condiziona anche il libro digitale. Frutto di una lunga evoluzione dei sistemi di scrittura e di stampa, il libro è sempre stato considerato il luogo di conservazione del sapere. La stampa dovrebbe segnare il traguardo raggiunto da una ricerca scientifica o da un qualsiasi elaborato testuale in quella data. Il formato di un libro è il risultato degli attuali metodi di stampa: condizionati dalla dimensione delle stampatrici e dei fogli, dalle procedure di piegatura, di rilegatura, ecc. Dato che per il momento è impossibile liberarsi da questi condizionamenti tecnici, i libri continuano però a essere progettati per la stampa, anche nei casi in cui è previsto che alla stampa si affianchi la versione digitale.
Le proporzioni dell’arte. Quando parliamo di libri testuali o di libri in cui le immagini sono accessorie, questo non è un problema, perché la versione digitale, l’eBook, consente poi di adattare i testi al formato del sistema di visualizzazione, offrendo anche la possibilità di scegliere corpi e caratteri. Ma cosa succede nel caso dei libri d’arte, dove le immagini (che hanno proporzioni fisse) hanno una parte fondamentale? E quali problemi pone e quali prospettive apre il libro d’arte che nasce per essere solo digitale? E ancora di più il libro digitale aumentato, concepito per accogliere contenuti multimediali e per essere aggiornato dinamicamente nel tempo?
I wearable cambieranno tutto. La rivoluzione digitale è tuttora in progress. La rapida e continua evoluzione dei dispositivi, dopo alcuni esperimenti, sta per imboccare la strada dei wearable devices, che comporterà una totale revisione dei modi di visualizzazione. Oggi non possiamo prevedere quale sarà l’impatto di questi nuovi devices sui contenuti da visualizzare, né come l’intelligenza artificiale cambierà il modo in cui leggiamo e interagiamo con i libri d’arte. Ma è giusto cominciare a esplorare i diversi scenari. Così come tentare di rispondere a quesiti etici, ad esempio la responsabilità dell’autore, sottesi alla possibilità di continui aggiornamenti che il libro digitale permette.
All’alba del pensiero grafico digitale. Se il libro d’arte smetterà di esistere come oggetto fisico, è giunto il momento di cominciare a pensare a un libro progettato per essere solo digitale. Siamo all’alba di un pensiero grafico digitale per l’editoria d’arte? Le riflessioni raccolte in questo libro nascono dalla collaborazione tra Marina Pizziolo e Romano Ravasio, editori di EdiXion, l’artista Wim Delvoye e il team accademico della New York University Abu Dhabi: gli studenti del corso Re-Design guidato dai professori Goffredo Puccetti e Nizar Habash, Professor of Computer Science, che hanno trasformato il progetto in un vero laboratorio editoriale sperimentale. Thinking digital raccoglie il lavoro di una comunità internazionale che si interroga sull’argomento, concependo il libro stesso come piattaforma aperta, aggiornabile e in continua evoluzione. Le risposte che seguiranno negli anni a venire saranno l’eco delle loro domande.
Contenuti aumentati nel libro. Esplora i materiali multimediali integrati:
– p. 2: Pensare digitale. Come le tecnologie stanno cambiando il libro d’arte
– p. 9: TOIA, conversare con avatar digitali. Il futuro dello storytelling