Pizziolo, M & Proterra, R 1996, Le maioliche di Castelli d’Abruzzo, La Piazza, Robbiate
Attraverso l’analisi dell’opera di cinque grandi artisti contemporanei il libro offre altrettanti scorci sulle nuove possibilità interpretative della ceramica castellana.
Nelle loro mani, la canonicità della tradizionale esecuzione a regola d’arte si è mutata nella libertà di una messa in forma che obbedisce solo alle regole dell’esigenza poetica. Grès, refrattario, maiolica, spesso in dialogo con legno, pietra o metallo, sono usati senza più l’obbligo di severa osservanza ai modi della tradizione. L’argilla è tornata una terra morbida su cui imprimere la propria storia, segno materiale di una tensione immateriale: quella che nel viaggio al termine della notte che abbiamo tutti intrapreso ci porta costantemente alla ricerca di brandelli di luce.